Eurocollezione: Collezioni e Raccolte delle Monete dell’Euro

Il termine Eurocollezione potrebbe essere per qualcuno anonimo ma, in realtà, sta ad indicare un tipo di collezionismo ben preciso. Com’è facile intuire vuol significare la raccolta, selezione e classificazione di monete in Euro, la valuta che ormai vige in Europa da diversi anni.

eurocollezione: i tagli delle monete dell'euro
Eurocollezione: i tagli delle monete dell’euro

Precisamente il 1° Gennaio del 2002 infatti la moneta unica ha fatto la sua prima apparizione tra gli Stati Europei.

Gli Stati hanno di conseguenza rinunciato alle singole valute. In realtà però c’è da dire che già dal 1999 in Italia e in altri Paesi Europei la nuova valuta era per modo di dire “già presente”.

Proprio in questa data infatti l’Euro è stato riconosciuto come moneta ufficiale (anche se non ancora presente fisicamente) e utilizzata per i pagamenti elettronici, titoli di credito e tutti quei pagamenti definibili non fisici.

In più il 1° Gennaio di questo stesso anno furono rilasciate delle monete da 2 Euro commemorative definite “2 Euro EMU“, sigla che sta ad indicare per l’appunto l’Unione Monetaria Europea.

Storia dell’Euro

La storia dell’Euro ha, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, delle radici molto più “antiche” rispetto all’effettiva data di emissione.

La sua storia infatti ha origine nel 1957 a Roma, anno nel quale avvenne la firma dei trattati per sancire la nascita della C.E.E. Questa altro non era che una forma acerba, se così potremmo dire, di quella che sarebbe poi stata l’Unione Europea. Per maggiori informazioni a riguardo puoi consultare il sito ufficiale dell’europa.

E’ nel 1988 che però l’Euro trae le sue origini. Nello specifico infatti proprio in questo anno il Consiglio Europeo, il quale riunisce Capi di Stato e di Governo della Comunità Europea, assegna a un comitato, composto prevalentemente dai governatori delle banche centrali e guidato da Jacques Delors, il compito di dar vita ad un progetto volto alla progressiva attuazione dell’Unione economica e monetaria.

In particolare furono tre le fasi importanti.

  • La prima fu la liberalizzazione dei flussi di capitale tramite l’abolizione di ogni restrizione alla libera circolazione del denaro tra gli Stati membri.
  • In un secondo momento con la creazione dell’Istituto Monetario Europeo (IME) ci fu il rafforzamento dei rapporti tra le banche centrali.
  • Infine in una terza fase, a partire dal 1 Gennaio 1999, ci fu il graduale passaggio alla moneta unica.

Il nome della Moneta: “l’Euro”

Anche il nome Euro presenta una storia molto interessante e che chiunque sia interessato proprio al mondo dell’Eurocollezione deve assolutamente conoscere.

Il nome ufficiale infatti fu adottato a Madrid dal Consiglio Europeo nel 1995 per rimpiazzare la sigla ECU utilizzata fino a quel momento.
ECU difatti stava ad indicare “European Currency Unit“o in italiano “Unità di Conto Europea” ed era un anglicismo utilizzato nei trattati ufficiali fino al 1978.

Tuttavia sono diversi i motivi per i quali questo tipo di denominazione fu scartata in favore di quella che oggi tutti conosciamo. Le principali ragioni sono di natura linguistica in quanto ECU era una sigla che, per ciò che concerne la lingua inglese, aveva senza dubbio un senso mentre per altri Stati risultava un po’ anonima e in alcuni casi anche cacofonica.

eurocollezione: Gli stati Europei
Comunità Europea Eurocollezione

La sigla infatti aveva un senso nella lingua inglese, dalla quale era tratta, e in quella francese in quanto écu vuol dire scudo, nominativo che richiamava un’antica moneta francese.
Tuttavia per gli altri Paesi non aveva alcun significato e per la Germania rappresentava un  vero e proprio problema.
I tedeschi infatti avrebbero dovuto chiamare la moneta ein Ecu che suonava molto simile a eine Kuh ovvero “una mucca”.

Alla fine pertanto si decise di optare per il nome Euro il quale rappresenta nient’altro che l’abbreviazione del termine Europa per il quale la sigla è per l’appunto EUR.

Il simbolo della Moneta Euro

Il simbolo dell’Euro che noi tutti conosciamo ha anch’esso una storia ed è il risultato di un processo di selezione molto accurato.

In particolare i progetti originali furono dieci e presentavano tutti caratteristiche che permettessero di definire quello che sarebbe stato il simbolo identificativo della moneta unica.

Grazie ad un sondaggio si giunse poi alla selezione di soli due progetti i quali apparivano come i più validi. Alla fine fu la Commissione Europea a sancire il vincitore.

eurocollezione: il simbolo dell'euro
Studio del Simbolo della Moneta “Euro”

Il simbolo originale è stato realizzato da una squadra di quattro esperti anche se i loro nomi non sono stai mai resi ufficiali. Attualmente l’ideazione del simbolo viene attribuita al belga Alain Billiet in via del tutto ufficiosa.

Il simbolo è ispirato alla epsilon greca con un netto riferimento alla “E” di Europa e due linee orizzontali che invece stanno a rappresentare la stabilità dell’Europa.
Il glifo presenta anche dei colori ufficiali dichiarati dall’Unione Europea. Nello specifico giallo in primo piano e sfondo blu.

In più anche la sua posizione fu chiarita fin da subito: il simbolo infatti deve essere posizionato sempre dopo la cifra e i due caratteri devono essere separati da uno spazio. Questa regola non si applica nelle lingue inglese, irlandese, maltese e lettone per le quali invece il simbolo è posto sempre prima.

Eurocollezione: Le Euro Monete

Ma quindi cos’è l’Eurocollezione?

Come il termine “Eurocollezione” chiarisce di per sè,  si tratta del collezionismo di monete in Euro il quale può senza dubbio essere un’attività molto affascinante.

Le varie monete dell’Unione Europea infatti, oltre a variare tra di loro per quelli che sono i tagli (1€, 2€, 0,50€ ecc.) variano anche da Stato a Stato.

Nello specifico queste monete presentano due facce o due lati. Il primo è la faccia comune la quale è uguale per tutti i Paesi, la seconda è invece la faccia nazionale che, com’è facile comprendere, è specifica e personalizzata per ogni nazione.

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Il collezionista, l’appassionato di eurocollezione o il numismatico è quindi alla ricerca di monete differenti in base ai vari Paesi in modo tale da possedere quanti più esemplari possibili.

Naturalmente fanno eccezione monete particolari le quali sono molto più ricercate e sostanzialmente si differenziano in due principali tipologie:

  1. le monete con errori di conio
  2. le Monete Commemorative.

Faccia comune

Come accennato in precedenza la faccia comune delle monete in Euro è una faccia che presenta una grafica identica per tutti gli Stati e permette di dare una sorta di identificazione proprio a questo tipo di monete.

Nello specifico essa è stata disegnata dal belga Luc Luycx il quale è risultato vincitore di un concorso per la realizzazione proprio di questa “faccia”.

La faccia comune rappresenta in primis il valore della moneta accompagnato dalla sigla “EURO” o “euro CENT” a seconda del taglio. In più è presente una rappresentazione della cartina geografica dell’Europa.

A tal proposito è utile sottolineare che nel periodo tra il 2007 ed il 2008 nelle monete ad esclusione di quella da 2€, 1€ e 0,50€ è stata modificata la faccia comune in modo tale da proporre una visione del continente europeo senza alcun confine.

Oltre a questo sulla faccia comune sono presenti 12 stelle che stanno a rappresentare i 12 Stati.

Faccia nazionale

La faccia nazionale invece è quella che cambia da Stato a Stato ed è quella che per l’appunto permette di comprendere effettivamente tale moneta da quale Paese provenga.

Ogni Stato pertanto ha avuto la possibilità di personalizzare la propria moneta in maniera tale da fornirle un aspetto unico. Le uniche direttive dell’Unione Europea riguardo questa prassi furono quelle di inserire anche in questa faccia le 12 stelle e di inserire il nome della Nazione per intero o anche abbreviato.

A causa di quest’ultima direttiva alcuni Paesi furono costretti a modificare le proprie monete in corso d’opera (parliamo di Germania, Belgio, Austria, Finlandia e Grecia).

Per quanto riguarda le rappresentazioni ogni Stato ha scelto di inserire quelli che sono degli elementi caratteristici. Ad esempio per Stati nei quali il Capo di Stato è un sovrano si è deciso di inserire il suo volto. Altri Stati hanno invece optato per inserire aspetti come monumenti importanti, simboli caratteristici, personaggi storici ma anche piante caratteristiche.

In un secondo momento comunque numerosi Stati hanno modificato le proprie monete, anche se la Zecca ha espresso il suo volere di non farlo prima del 2008 a meno che non fosse cambiato il Capo di Stato raffigurato.

2€ Commemorativi

Alla fine del 2003 e con valenza per l’inizio del 2004, la Commissione Europea concesse agli Stati membri la possibilità di produrre e mettere in circolo una moneta da 2€ commemorativa la quale avrebbe avuto a tutti gli effetti una valenza legale.

I limiti imposti dall’UE prevedevano l’emissione di una sola moneta all’anno anche se, a partire dal 2013 questo limite è stato esteso a ben 2 monete.

eurocollezione: gli euro commemorativi
Alcuni tra i 2 euro commemorativi

Le monete commemorative, come il termine stesso suggerisce, sono monete da 2€ le quali rappresentano un qualche avvenimento importante. Ne sono un esempio lampante le monete da 2€ greche in occasione delle Olimpiadi del 2004 le quali per l’appunto sono state emesse in occasione di quell’evento particolare.

Tra queste monete le più ricercate ad oggi risultano quelle di Finlandia 2004, Slovenia TDR 2007 e quelle dei mini stati quali Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano.

A proposito delle monete commemorative bisogna anche parlare di quelle che sono definite emissioni comuni. Si parla nello specifico di emissioni di monete commemorative le quali avvengono congiuntamente per tutti gli Stati in occasione di eventi di particolare importanza per l’Unione.
Solitamente queste sono uguali per tutti i Paesi anche se il nome specifico della Nazione è sempre indicato.

Fino ad ora le emissioni di 2 euro commemorativi italiani comuni sono state 3: 50° trattati di Roma, EMU 2009 e 10° introduzione in circolazione dell’Euro.

Di questo argomento abbiamo parlato molto nella pagina dei 2 euro commemorativi.

Eurocollezione: l’Euro Starter Kit

Arriviamo ora a parlare di quelli che sono gli Euro Starter Kit. Questi altro non sono che sacchetti di plastica assolutamente sigillati contenenti le monete in Euro in tutti e 8 i tagli.

Nello specifico questi Starter Kit furono realizzati per permettere alle persone facenti parte dei nuovi Paesi dell’Eurozona di prendere un certo tipo di familiarità con questa nuova valuta. In tal modo infatti le persone avevano e hanno la possibilità di cominciare a comprenderne taglio, forma, dimensioni e valore.

Un esempio di Euro Starter Kit - Eurocollezione
Un esempio di Euro Starter Kit – Eurocollezione

In generale sono state realizzate due tipologie di Euro Starter Kit. La prima è quella destinata alle persone “comuni” ed è realizzata come visto in precedenza. La seconda invece è destinata ai commercianti e solitamente contiene molte più monete le quali sono raccolte in rotolini anziché in sacchetti.

La diffusione degli Starter Kit è iniziata a partire dal 2001. Basti pensare che proprio in questo stesso anno in occasione dell’ingresso in Europa dei primi 12 Paesi furono distribuiti più di 150 milioni di Kit contenenti circa 4,2 miliardi di monete per un valore di 1,6 miliardi di Euro.

Solo in Italia per il passaggio dalla Lira all’Euro furono distribuiti 30 milioni di Starter Kit. Molte persone allora si sono appassionate ed hanno iniziato la loro “Eurocollezione”.

Valore Starter Kit

Come abbiamo avuto modo di vedere gli Euro Starter Kit sono dei “pacchetti di partenza” se così possiamo definirli che permettono di entrare effettivamente in contatto con la nuova moneta.

Per quanto riguarda il valore in Italia lo starter kit contiene monete in tutti e 8 i tagli per un valore complessivo di 12,91 Euro.

Il collezionismo pertanto si basa più che altro su Starter Kit un po’ più rari. E’ comunque ppossibile trovare anche Starter Kit italiani in vendita ma con un valore leggermente superiore rispetto all’effettivo contenuto del sacchetto: sommariamente dai 20€ ai 49€

Serie Divisionali dell’Eurocollezione

Un discorso a parte invece si può fare per ciò che riguarda le serie Divisionali. In questo caso infatti si parla di vere e proprie confezioni realizzate per contenere le serie di monete emesse ogni anno da ogni singolo Paese.

Come ovvio che sia ogni anno questi “cofanetti” cambiano in quanto ogni anno le monete emesse saranno differenti.

Serie Divisionali dell'Eurocollezione
Serie Divisionali dell’Eurocollezione

Potrebbero infatti esserci monete d’argento, 2€ commemorativi o anche semplicemente le 8 monete base.
In ogni caso sono pezzi unici in quanto ogni anno lo Stato modifica qualcosa affinché le nuove monete emesse possano calzare perfettamente.

Naturalmente le monete e la confezione sono in stato di conservazione Fior di Conio (il massimo possibile) e sono sottoposte a controlli molto accurati al fine di individuare anche il più piccolo difetto. Le Divisionali Proof invece sono solitamente emesse in un cofanetto apposito con le monete sigillate e incapsulate.

Valore Divisionali

Il valore delle Divisionali, come appare chiaro, può essere anche molto importante in base naturalmente alla serie e all’anno di realizzazione. In linea di massima comunque è possibile fare una media di quelli che possono essere i prezzi per tali pezzi unici.

Un Divisionale italiano infatti dell’anno odierno (2018) ha un valore stimato intorno ai 30€. Più si va dietro con gli anni, però, più il valore aumenta, con Divisionali che superano anche i 100€ di valore.

Discorso a parte si può fare invece per le serie Proof le quali presentano un valore maggiore a parità di anno di produzione e di caratteristiche.

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