Tallero

Se c’è una moneta che ha attraversato numerosi secoli e continua ad avere eredi ancora ai giorni nostri, questa è il Tallero d’argento!

Tallero
Tallero

La storia della moneta Tallero inizia dalla metà del 1400, quando si può far risalire una prima forma di Tallero. Questa moneta ha subito molte variazioni, fino ad arrivare al celebre Tallero di Maria Teresa, moneta d’argento di grande modulo divenuta comune ed utilizzata anche nei Paesi Orientali e dell’Africa.

Vediamo di capire quali diversi tipi di tallero esistono, se sono monete rare o meno e ovviamente il loro valore

Introduzione alla Moneta Tallero

Se si cercano le origini del Tallero, dobbiamo andare indietro fino alla fine del XV° secolo, quando iniziarono a diffondersi, nei paesi germanici, monete di argento di grosso modulo chiamate Guldiner.

Guldengroschen
Moneta Guldengroschen o Guldiner

Nel 1486 l’Arciduca Sigismondo del Tirolo fece iniziare la coniazione dei Guldengroschen o Guldiner. Da allora, queste monete ebbero un tale successo che iniziarono ad essere coniate in molti altri stati.

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Il significato di Tallero

Il nome Tallero deriva dai Joachimsthaler, grandi monete in argento coniate in Boemia dal 1520 nella valle (thal) di San Gioacchino, dove erano state scoperte nuove miniere di argento e dove si trovava una Zecca.

Joachimsthaler
La moneta Joachimsthaler

Al dritto di queste grandi monete d’argento si trova il leone rampante di Boemia, mentre al verso è raffigurato San Gioacchino.

Da Joachimsthaler il nome divenne semplicemente Thaler, e infine Taler cioè Tallero.

Il Tallero di Maria Teresa

Il Tallero di Maria Teresa
La moneta Tallero di Maria Teresa

Fino al 1750 circa, anno in cui venne introdotto il Konventionstaler, furono molti i talleri coniati da vari stati, fra cui molti stati italiani. Ma di questi parleremo in seguito in questa stessa pagina.

Adesso parliamo del Tallero di Maria Teresa del 1780 e della sua importanza e diffusione.

Sicuramente una curiosità che conviene sapere è che il Tallero di Maria Teresa d’Austria è una moneta utilizzata ancora oggi in alcuni stati d’Africa e del Medio Oriente.

Descrizione Tallero di Maria Teresa d’Austria

Dal 1780, anno della morte di Maria Teresa d’Austria, il Tallero di Maria Teresa non ha mai cambiato le rappresentazioni al dritto e al verso, riportando sempre la data 1780.

Il Tallero di Maria Teresa coniato dalla Zecca di Vienna è una grossa moneta d’argento, con uno spessore di 2,5 millimetri ed un diametro di 39,5 millimetri.

Il peso complessivo di questo Tallero di Maria Teresa è di 28,0668 grammi, di cui 23,3795 grammi sono di argento, corrispondendo quindi ad un titolo di 833/1000.

Al verso compare il profilo, rivolto a destra, della Regina Maria Teresa d’Austria, con il capo coperto da un velo ed un bottone a tenere la veste.
In circolo si legge la scritta “M • THERESIA • D • G • R • IMP • HU • BO • REG •” e sotto il busto dell’imperatrice le lettere “S • F •” , iniziali dei responsabili della zecca di Günzburg.

Al dritto il campo della moneta è riempito dall’aquila bicipite dell’Impero Austro-Ungarico, con lo stemma degli Asburgo sul petto.
In circolo lungo il bordo si legge “ARCHID • AUST • DUX • BURG • CO • TYR • 1780 • X”.

Storia del Tallero di Maria Teresa 1780

Da quando venne introdotto, il Tallero di Maria Teresa subì una grandissima diffusione in tutto il mondo, diventando in breve una delle monete più utilizzate.

Venne coniata, sempre mantenendo le stesse caratteristiche, da numerosissime Zecche tra cui:

  • Birmingham
  • Bombay
  • Londra
  • Parigi
  • Utrecht
  • Bruxelles
  • Hall
  • Günzburg
  • Karlsburg
  • Kremnitz
  • Praga
  • Vienna. 

In Italia è stato coniato:

  • A Milano a partire dal 1790 fino al 1840 circa.
  • A Venezia dal 1815 al 1866.

In seguito ad un accordo con l’Austria (9 luglio 1935) venne concesso l’uso dei conio del Tallero di Maria Teresa per 25 anni all’Italia, e la zecca di Roma ne riprese la coniazione per i commerci con il Medio Oriente.

Valore del Tallero di Maria Teresa d’Austria

I Talleri di Maria Teresa coniati a Roma sono classificati come comuni, mentre quelli di Milano e Venezia hanno una rarità variabile da R2 fino a R5 per quelli coniati a Venezia nel 1815.

  • Se quindi un Tallero della zecca di Roma si può acquistare in aste online a circa 50€ (come in questa asta oramai chiusa), un Tallero di Maria Teresa del 1815 di Venezia, è una moneta ben più rara, ed avrà un valore molto maggiore.
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Tallero d’Eritrea

Tallero Eritrea
Tallero Eritrea

In Eritrea circolava già da molto il Tallero di Maria Teresa, e nel 1890, a seguito dell’annessione al Regno d’Italia della colonia Eritrea, si decise di coniare monete simili al Tallero e dal valore di 5 lire.

Descrizione Tallero d’Eritrea

Il Tallero d’Eritrea si differenzia dal normale Tallero di Maria Teresa per diversi aspetti, a partire dal titolo di argento (900/1000) presente nella moneta.

Pesa 28,125 grammi ed ha un diametro di 40 millimetri. Il bordo è rigato.

Al dritto si vede il profilo coronato del Re Umberto I, sotto il busto l’indicazione dell’autore “SPERANZA” (Filippo Speranza) e in circolo lungo il bordo la scritta “UMBERTO I RE D’ITALIA •”.

Al verso il campo della moneta è occupato dall’aquila sabauda, con la corona reale. Questa stringe con gli artigli uno scettro ed un bastone a cui è appeso il collare dell’Annunziata. Il valore “L.5” è posto a sinistra (in amarico) e a destra (in arabo) dell’aquila, e in circolo si legge “COLONIA ERITREA” in alto e “TALLERO” in basso.

 Storia del Tallero d’Eritrea

Questi Talleri d’Eritrea vennero coniati soltanto negli anni 1891 (in 195999 esemplari) e 1896 (con 200000 esemplari).

Del tallero d’Eritrea si conoscono tuttavia numerosi falsi, perciò bisogna essere cauti.

Valore del Tallero d’Eritrea

Sia i Talleri d’Eritrea del 1891 che quelli del 1896 sono classificati come rari.

  • Un Tallero di Eritrea del 1891 in qualità FDC è stato venduto in un’asta nel 2015 per 2.950
  • Anche i Talleri del 1896 possono raggiungere prezzi assai superiori a 1000

Il Tallero Italiano

Sono numerosi gli stati dell’Italia preunitaria che coniarono monete simili al tallero nel XVI e XVII secolo, soprattutto per i commerci in oriente.

Ne vennero coniati dai Savoia, a Modena dagli Este, dai Tizzone a Desana, dai Medici a Firenze, e poi a Genova, a Mantova, a Parma, a Ragusa, etc..

In questo articolo però affronteremo solo i Talleri coniati dal Regno d’Italia.

Tallero d’Italia (o Italicum)

TalleroItalia Italicum
TalleroItalia Italicum

Nel 1918 fu tentata la coniazione di un nuovo tallero, il Tallero d’Italia detto anche Italicum.

Descrizione Tallero d’Italia

Il Tallero d’Italia, o Italicum, ha un diametro di 40 millimetri ed un peso di 28,07 grammi, con un titolo di argento pari a 835/1000.

Al dritto di questa moneta compare un busto di donna rivolto verso destra, con diadema a tre pendenti ed ermellino. In circolo si legge “REGNUM ITALICUM 1918” e in basso c’è l’indicazione dell’autore “MOTTI”.

Al verso si vede uno scudo crociato sul petto dell’aquila sabauda con corona Reale.
Le scritte in circolo sono “AD • NEGOT • ERYTHR • COMMOD • ARG • SIGN •” ed in basso a sinistra si trova il segno di zecca “R”.

Storia del Tallero d’Italia

Questi Talleri coniati dal Regno d’Italia per il commercio con la colonia Eritrea non ebbero un grande successo.
Per via delle differenze fra l’Italicum e il Tallero di Maria Teresa, le popolazioni locali non accettarono questa nuova moneta che fu infatti coniata solo nel 1918 in 510.000 esemplari.

Valore del Tallero d’Italia

  • Questa moneta, il Tallero d’Italia, è classificata come non comune, è il valore che può raggiungere in FDC o qFDC è elevato. Nel 2015 ne è stata acquistata una in un’asta di monete per oltre 1.800€!

Tallero di Maria Teresa italiano

Tallero di Maria Teresa italiano
Tallero di Maria Teresa italiano

Come abbiamo già visto, a seguito degli accordi con l’Austria del 1935, per il commercio con le colonie riprese la coniazione di Talleri, stavolta riportando le stesse raffigurazioni dei Talleri austriaci.

Descrizione Tallero di Maria Teresa italiano

Questi Talleri coniati a Roma si differenziano da quelli di Vienna per un maggior titolo di argento (835/1000 invece di 833) e per un diametro di leggermente inferiore (40 millimetri invece che 42).

Al dritto campeggia l’aquila bicipite con lo stemma asburgico sul petto e la scritta “ARCHID • AUST • DUX • BURG • CO • TYR • 1780 • X” in circolo.
Alcune differenze con il conio di Vienna sono la configurazione delle penne della coda dell’aquila ( una in alto, tre in mezzo e una in basso) e le due penne finali esterne della coda.

Al verso il busto raffigurato è quello di Maria Teresa e in circolo c’è la scritta “M • THERESIA • D • G • R • IMP • HU • BO • REG •”.

Storia del Tallero di Maria Teresa italiano

Questi talleri vennero coniati, come si è visto, a partire dal 1935 e fino al 1950.

Nel 1961 l’Italia restituì una coppia di conii alla zecca austriaca mentre una seconda coppia fu spostata al Museo della Zecca di Roma.

Valore del Tallero di Maria Teresa italiano

  • La tiratura di questi Talleri di Maria Teresa italiani, dal 1935 al 1939 è stata di 19.446.729 esemplari e questo tallero è classificato come comune.
    Questo la rende una moneta più accessibile, infatti in qualità FDC può arrivare a valere 120€. 
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Il Tallero Sloveno (Tolar)

Tallero Sloveno Tolar
Tallero Sloveno Tolar

L’ultima nazione europea ad aver abbandonato l’uso del Tallero è stata la Slovenia nel 2006.

Infatti dal 1° gennaio 2007 la Slovenia ha sostituito l’uso del Tolar (che deriva dal tedesco Thaler – Tallero) con l’euro, la moneta unica europea.

Descrizione del Tallero Sloveno Tolar

Il Tolar sloveno è una moneta in ottone di 22 millimetri di diametro per un peso di 4,50 grammi.

Al dritto della moneta da 1 tolar slovena si legge al centro il valore 1, inserito in un cerchio. In circolo sul bordo si legge “REPUBLIKA SLOVENJIA” sulla sinistra e “EN TOLAR” sulla destra. Fra e parole “EN” e “TOLAR” si scorge l’anno di conio.

Al verso della moneta da 1 tolar sono rappresentati alcuni esemplari di Trota fario. In alto il valore 1 ed in basso il nome latino della sottospecie “SALMO TRUTTA FARIO”.

Storia del Tallero sloveno

In Slovenia la monetazione in Talleri iniziò nel 1991 e si protrasse, come visto, fino al 2006.
Per quanto riguarda le monete ne furono coniate da 1, 2, 5, 10, 20 e 50 tolar e da 10, 20 e 50 stotin, frazione del tolar. 

Al verso di ognuna di queste nove monete sono rappresentati nove animali tipici della Slovenia.

Questi sono: 

  • 10 stotin – Proteo (Proteus anguinus)
  • 20 stotin – Gufo comune (Asio otus)
  • 50 stotin – Ape (Apis mellifera)
  • 1 tolar – Trota fario (Salmo trutta fario)
  • 2 tolar – Rondine comune (Hirundo rustica)
  • 5 tolar – Stambecco delle Alpi (Capra ibex)
  • 10 tolar – Cavallo Lipizzano (Equus)
  • 20 tolar – Cicogna europea (Ciconia ciconia)
  • 50 tolar – Toro (Taurus taurus)

Anche monete da 100 e 500 tolar furono coniate, ma non avevano animali raffigurati al verso.

Valore del Tallero sloveno

Le monete da 1 tolar coniate dal 1992 al 2001 e quelle del 2004 sono considerate comuni.

  • Rare sono invece quelle del 2002, 2003, 2005 e 2006, emesse solo come Divisionali e con una tiratura molto limitata.
    Queste monete comunque non hanno un grande valore in euro, quindi sono facilmente acquistabili da chiunque.
  • Un tallero sloveno del 2006 vale sui 4€.

Come riconoscere un tallero falso

Sia dei Talleri del 1918 che di quelli dell’Eritrea sono stati creati falsi numismatici.

Questi falsi si riconoscono per diversi particolari che un occhio attento di un numismatico può identificare.
I rilievi delle figure e delle scritte sono infatti meno pronunciati che nelle monete originali, e anche il peso è un ottimo indicatore.

Il Tallero “Italicum” del 1918 pesa 28,07 grammi, mentre il falso pesa soltanto 26,25 grammi! Lo stesso vale per il Tallero d’Eritrea. L’originale pesa 28,12 grammi, il falso solo 27,30 grammi.

Quindi fate sempre attenzione quando acquistate monete e affidatevi a portali che garantiscono la qualità delle monete.

Autore dell'articolo

Marco Salvatori

Non amo definirmi un Numismatico ma piuttosto un appassionato collezionista di vecchie lire, di monete moderne ed anche antiche. Amo studiare la storia del nostro paese attraverso le monete e ogni esemplare mi racconta la sua storia.

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